Storie di grandi viaggiatori alati dalle Saline di Trapani.
Le grandi migrazioni ci insegnano che tutto è connesso, anche a migliaia di chilometri di distanza
La spatola che fa la..spola da 18 anni tra Nord a Sud. Nella Riserva Naturale Regionale “Saline di Trapani e Paceco”, gestita dal WWF Italia, tra le migliaia di uccelli che ogni anno arrivano, partono, sostano o trascorrono l’inverno, ce n’è una che ormai conosciamo quasi per nome o, meglio, per sigla: ICLK. È una spatola (Platalea leucorodia), riconoscibile grazie alla sigla riportata sull’anello colorato che porta alla zampa, osservata e fotografata lo scorso 22 settembre dall’ornitologo Andrea Cusmano.
Dietro quelle quattro lettere c’è una storia che attraversa l’Italia e dura ormai da diciotto anni. ICLK è stata inanellata il 16 aprile 2008 a Valle Mandriole, nel Ravennate, all’interno del sistema delle zone umide del Delta del Po. Nel febbraio 2011 viene osservata per la prima volta nella Riserva delle Saline di Trapani e Paceco, a centinaia di chilometri dal luogo in cui era nata. Ma è la sequenza degli avvistamenti successivi a rendere particolarmente significativa la sua storia: nel settembre 2011 ICLK viene nuovamente osservata nel ravennate e appena due mesi dopo, nel novem-bre dello stesso anno, è di nuovo alle Saline di Paceco.
Una successione di spostamenti che rende visibile, attraverso la storia di un singolo individuo, il collegamento ecologico tra le zone umide del Delta del Po e quelle della Sicilia occidentale. Oggi, diciotto anni dopo la nascita, ICLK continua a tornare alle Saline di Trapani. La nuova osservazione del settembre 2026 aggiunge un altro importante tassello alla sua storia di vita e conferma il legame di questo individuo con le zone umide del trapanese, uno dei luoghi che evidentemente fanno parte della geografia della sua vita.
La conservazione non può farsi a compartimenti stagni, la storia di ICLK racconta qualcosa di molto più grande dello spostamento di un singolo individuo. ICLK diventa infatti un ideale ponte tra due sistemi di zone umide Ramsar, mostrando concretamente come gli uccelli migratori non conoscano confini amministrativi e come la loro conservazione dipenda dall’esistenza di una rete di ambienti idonei distribuiti lungo le rotte percorse nel corso della loro vita. La biodiversità, infatti, non può essere tutelata pensando ai territori come isole separate: la conservazione richiede connes-sioni ecologiche, collaborazione tra aree protette, condivisione dei dati scientifici e scambio di buone pratiche.
E sarà proprio questo lo slogan “Gli animali migratori connettono il pianeta”, il tema dell’incontro internazionale che si tiene da oggi all’11 ottobre a Vasto, per progettare l’atlante mondiale della migrazione animale.
WWF Italia
Ente Gestore R.N.O. Saline di Trapani e Paceco





